(Annalisa Ricciardi) In arrivo un nuovo vino bianco firmato Barone di Villagrande. Si tratta di “Legno di Conzo”, un Carricante in purezza sui generis, risultato di un lavoro di ricerca durato quattro anni.
«È un Etna Bianco superiore – spiega Marco Nicolosi, giovane manager dell’azienda di famiglia – che è il frutto della lavorazione di uve provenienti da un appezzamento in cui il vitigno esprime tutta la sua complessità, soprattutto quella aromatica». Si parte dal vigneto, con una raccolta di 55 quintali di uve ad ettaro, ma poi si lavora anche in cantina, lasciando affinare il vino un anno in legno e uno in bottiglia, determinante per lo sviluppo di aromi terziari, prima di essere messo in vendita. «Abbiamo deciso di puntare su questo prodotto – conclude il manager – convinti che il Carricante venga in genere consumato troppo presto per esprimere al meglio le sue caratteristiche e il terroir da cui proviene».
Un terroir, quello dell'Etna, in cui si ottengono prodotti apprezzati dal mercato e che negli ultimi mesi è stato al centro dell’attenzione di enologi ed appassionati. «Il suolo del vulcano è ricchissimo di minerali, tendenzialmente acido e ricco in allofane – precisa – dei minerali particolari che hanno proprietà simili alla sostanza organica per cui un suolo apparentemente arido ha in realtà una capacità nutritiva inaspettata che si riflette nelle uve e, di conseguenza, anche sui vini».
Qui la vite si coltiva tra i 400 e i 1000 metri sul livello del mare in un disco di terra che gira intorno al vulcano, caratterizzato da diverse esposizioni che danno vita a diversi prodotti. L’azienda si trova nel versante a Sud-Est dove si producono vini freschi con un tenore alcolico inferiore e con aromi più delicati rispetto a quelli del versante Nord, «ed è per questo – spiega Marco Nicolosi – che l’Etna bianco superiore si può ottenere solo dai vigneti di Milo». Esposizioni diverse che permettono di ricondurre ciascun vino alla zona di origine, ma accomunate da uno stesso elemento: l’eleganza.
Il nuovo arrivato della maison completerà la gamma di prodotti, che attualmente include un Carricante in purezza Etna bianco doc superiore, il Fiore di Villagrande Igt Sicilia, ovvero un blend 90% Carricante e 10% Chardonnay, un Etna Rosato di Nerello Mascalese in purezza e un Etna Rosso entrambi doc, uno Sciara di Villagrande Rosso Igt Sicilia realizzato mettendo assieme un 80% di Merlot e il 20% di Nerello Mascalese. Non solo. L'azienda produce anche due grappe, una di Etna Bianco superiore l'altra di Etna Rosso, e un passito di Malvasia delle Lipari doc, che da disciplinare prevede il 95% dell'omonimo vitigno e il 5% di Corinto nero.
Vini frutto di un lavoro di valorizzazione del territorio che lo scrittore Attilio Vinci ha raccontato nel suo libro “Carlo Nicolosi, Il segno dell’Etna”, che sarà presentato venerdì 12 alle 17 presso l’Auditorium Rai di Palermo.